Come sarà il mercato immobiliare del 2022? [Riflessione sulle materie prime]

da | Gen 12, 2022 | DATI MERCATO IMMOBILIARE | 0 commenti

In questo primo mese dell’anno ci si chiede come sarà il mercato immobiliare del 2022, se le compravendite aumenteranno e se i prezzi saliranno.

Le previsioni si basano su due fattori: lo scenario del 2021, dove gli analisti stanno raccogliendo i dati dell’ultimo trimestre e le condizioni socio-economiche del paese, pandemia compresa.

In questi due anni, il residenziale (così come gli altri asset immobiliari retail, logistica, hotellerie e office) si è mosso passo dopo passo considerando l’evoluzione pandemica, che ha dettato sia le regole economiche, che segnato nuove esigenze abitative, condivise ormai da tutti gli esperti.

Si tratta della necessità di avere spazi organizzati in casa per far fronte allo smart working o alla Dad, alla richiesta di spazi esterni (giardino, balcone, terrazzi) e di abitazioni dislocate in aree servite.

case 2022

Basi del mercato immobiliare del 2022

Le basi del residenziale del 2022 in termini di domanda sono quindi state segnate, ma il punto è che l’offerta, soprattutto quella di qualità, scarseggia.

Non stupisce che diversi studi parlino di un aumento del prezzo delle case, secondo il portale immobiliare.it su dati Istat si tratta di un +1,7% nel 2021 rispetto al 2020, in un contesto che ha visto l’Ipab – indice dei prezzi delle abitazioni – crescere costantemente l’anno scorso.

L’aumento del costo delle case guarda al nuovo, scenario che merita una riflessione importante in merito al costo delle materie prime, che avrebbe raggiunto quota +3,9% nel terzo trimestre del 2021.

Il mercato immobiliare del 2022 partirebbe quindi da valori più alti, anche se è importante considerare che ogni immobile ha una sua storia e una sua realtà, mentre i dati forniti sono medi e rilevati a livello nazionale.

costi delle materie prime edilizia

Una riflessione sul costo delle materie prime

CBRE, fra le più grandi società al mondo di servizi nel real estate aveva pubblicato a luglio 2021 un report sulle problematiche relative all’aumento del costo delle materie prime nelle costruzioni.

Il report mostrava lo schizzo del costo di alcune materie prime utilizzate in edilizia già a gennaio 2021, fra cui l’acciaio, il rame e il bitume, evidenziando i problemi che sarebbero sorti nella filiera produttiva.

Oggi quei problemi sono diventati una realtà che, in alcuni casi, è fuori controllo, con i costi delle materie prime edili a creare una situazione molto particolare sia nello scenario del nuovo che delle ristrutturazioni.

Chi ha infatti deciso di beneficiare dei bonus (dal 110% a tutti gli altri) rischia di trovarsi a far fronte a rincari sui preventivi che possono raggiungere anche il +40%.

Su cifre importanti come quelle che riguardano le costruzioni o le ristrutturazioni, si tratta di una percentuale corposa.

Al contempo, è lecito chiedersi se chi abbia bloccato un’offerta di costruzioni o ristrutturazione, non possa rischiare di avere lavori fatti con materiali scadenti, perché le imprese non riescono a rientrare nei costi previsionati al tempo.

La situazione quindi è molto spinosa, merita attenzione e anche una risoluzione, perché dal costo delle materie prime dipende, ovviamente, il costo dell’abitazione nuova o ristrutturata, che ricade sul compratore.

Va detto che i benefici fiscali sono comunque attivi, che i giovani possono beneficiare di importanti condizioni per l’acquisto della prima casa e che i tassi del mutuo si stanno ancora mantenendo a livelli bassi.

Il mercato immobiliare del 2022 andrà quindi valutato a braccio, verificando in primis lo scenario delle materie prime, quindi l’evoluzione della pandemia, con i suoi risvolti sociali ed economici.

Ciò che non cambia, qualsiasi sia il macro scenario, è il fatto che ogni casa è unica, con la sua storia, la sua realtà, la sua posizione e le sue condizioni.

Ogni dato generale deve quindi essere considerato come tale, considerato e studiato perché credo sia importante avere una buona cultura immobiliare, ma preso con le pinze quando ci si focalizza sul locale.

Per questo non mi stancherò mai di dire che solo la valutazione immobiliare professionale può definire realmente quanto vale una casa, perché considera ogni suo aspetto tecnico, documentale ed economico, grazie al controllo del venduto nella stessa zona degli ultimi 6 mesi.

Se vuoi vendere la tua casa a Lodi o provincia oppure cerchi una nuova abitazione contattami qui, sono in ascolto.

Come sarà il mercato immobiliare del 2022? [Riflessione sulle materie prime]
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